L’analista di sistema è il professionista che si occupa di analizzare i processi aziendali e la struttura di un’organizzazione per riuscire a mettere a punto le procedure e le tecnologie destinate a migliorarli.
L’analista di sistema svolge le proprie mansioni all’interno dei processi aziendali, ovvero un insieme di attività strutturate che hanno la capacità di trasformare gli oggetti nell’ingresso dei prodotti o servizi specifici da offrire ai clienti: è possibile definire un’intera azienda un grande processo che ha le capacità di trasformare risorse in prodotti e/o servizi per il mercato. L’analista di sistema è una professione molto ricercata soprattutto dalle aziende medio- grandi e i cui compiti consistono in maniera primaria nell’analizzare i processi già esistenti, cercando di individuare le soluzioni hardware e software che permettano di realizzare le modifiche necessarie per migliorare la gestione attraverso il sistema informatico, incrementando la competitività dell’azienda. L’analista di sistema è coinvolto in prima persona nelle attività che riguardano principalmente l’innovazione nonché il potenziamento dell’impresa, presupponendo i processi aziendali come elementi che devono rispondere e adattarsi alle situazioni di tipo tecnologico ed ambientale in continua evoluzione e deve svolgere attività di ricerca di informazioni con cui è possibile mettere a punto i modelli da poter svolgere, facendo anche un analisi dettagliata del sistema aziendale in modo tale da potenziarlo. Il professionista è in grado anche di mettere in atto anche misure e tecnologie che ne migliorino l’efficienza sia economica che qualitativa, confrontandolo con quello delle aziende concorrenti. L’analista di sistema basa molto la sua attività anche sulla componente tecnologica, anzi essa stessa si rivela la causa principale che spinge alla riorganizzazione dei processi all’interno delle imprese: basta pensare agli istituti bancari o come si è trasformata la gestione clienti negli ultimi anni, dopo l’avvento di internet. L’analista di sistema misura l’efficienza di un processo, un compito complesso che, sostanzialmente, consiste nel valutare i rischi, i costi e i benefici di una certa modifica all’interno dell’ambito industriale e cercare metodi per potenziarlo: potenziare un progetto significa mettere in atto misure e tecnologie che possano essere in grado di migliorare l’efficienza in termini economici e qualitativi. Solitamente, un analista di sistema guadagna tra i 35 e 40 mila euro lordi, ma nel caso in cui il candidato avesse molta esperienza diretta acquisita, lo stipendio potrebbe essere molto superiore.
Per diventare analista di sistema è necessario che il candidato intraprenda la carriera universitaria, iscrivendosi ad un corso di laurea in discipline tecniche come ingegneria elettronica, matematica, fisica, informatica, ingegneria informatica e/o al corso professionale in materie elettroniche o informatiche: è raro che si possa riuscire a svolgere questo lavoro dopo aver conseguito una laurea in materie economiche. Deve avere anche esperienza di almeno due anni nello studio della programmazione e abbia uno studio ed una esperienza approfondito nel macchinario che solitamente si trova ad utilizzare e la sua preparazione può essere integrata tramite corsi e master di tipo specialistico e magistrale in modo tale da poter ottenere le opportune certificazioni. Per queste ragioni, è facile intendere che questa professione non può essere svolta da una persona giovanissima come ad esempio un neolaureato. Solitamente, poi, l’analista di sistemi approfondisce gli ambiti del proprio lavoro attraverso corsi di formazione organizzati dalla casa di hardware o software in cui si è specializzato. Per quanto riguarda le competenza, l’aspirante analista di sistema deve possedere un’ottima ed approfondita conoscenza delle più avanzate tecnologie in modo tale da poterle adattare agli obiettivi aziendali che deve rispettare e. in particolare, deve avere una conoscenza approfondita:
- Dei più comuni e famosi sistemi operativi;
- Delle infrastrutture di rete;
- Delle applicazioni sia internet che intranet;
- Delle architetture più diffuse sia di tipologia hardware che software;
- Dei modelli più comuni organizzativi e della gestione aziendale;
- Dei database relazionali e, in particolare, il Data warehousing e il Data mining che risultano le principali piattaforme tecnologiche ERP (Enterprise Resource Planning) e CRM (Customer Relationship Management).
L’ aspirante analista di sistema può trovarsi ad operare sia alle dirette dipendenze aziendali che in qualità di fornitore esterno e di libero professionista all’interno di organizzazioni e imprese di media grandezza. Le funzioni dell’analista di sistema vengono svolte, nelle piccole realtà, da due professionisti come l’analista programmatore e l’analista senior e, soltanto in queste circostanze, queste due figure possono presentare una formazione e attività simili a quella che abbiamo descritta. Per quanto riguarda le realtà più grandi, come ad esempio le grandi aziende, invece, grande è il divario tra l’analista di sistema e il sistemista: l’analista di sistema, infatti, è colui che che svolge le mansioni di livello maggiore come ad esempio la scelta di configurazione di un nuovo mainframe o il disegno dell'architettura del Centro mentre il sistemista svolge le funzioni di assistenza utenti, di intervento in caso di guasti o errori, e, in generale, quelle azioni che vengono definite di routine.