L’analista di gestione è una figura che si ritrova nelle aziende, soprattutto quelle più piccole e si occupa i verificare che la gestione aziendale sia in linea con gli obiettivi prefissati dall’azienda, ovvero massimizzare un ricavo, minimizzare un costo, massimizzare i profitti e rispettare il volume di vendita dei prodotti previsto. responsabile e a questo scopo predispone il budget e verifica che i costi e i ricavi siano conformi alle previsioni, predisponendo rapporti di analisi.
L’analista di gestione, quindi, per il ruolo che svolge all’interno dell’azienda, deve essere in grado di gestire le relazioni con molte figure che operano in azienda e che sono poste a livelli di responsabilità differenti: a prescindere dal settore produttivo o dalle dimensioni aziendali, per poter operare l’analista deve avere continui contatti con tutti i comparti dell’organizzazione ed è dagli stessi che riceve ogni informazione necessaria a misurare e confrontare i costi ripartiti per sezioni:
- L’area commerciale, relativamente alla verifica dell’andamento delle vendite e all’analisi delle differenze tra dati effettivi e previsioni;
- L’area della produzione, per la valutazione periodica dei costi e dei tempi di lavorazione rispetto agli standard prefissati;
- L’area degli acquisti, per la verifica delle quotazioni di mercato dei beni e servizi comprati dall’impresa;
- L’area del personale, per quel che riguarda i costi totali relativi ai dipendenti e ai collaboratori;
- L’area della qualità, per la rilevazione dei parametri ottimali di produzione e la partecipazione alla definizione degli obiettivi della qualità stessa.
L’analista di gestione quindi, svolge molte mansioni tra cui:
- Ottimizzare le risorse, cercando di minimizzare il rischio di scostamento tra i costi e i ricavi di ogni settore d’impresa;
- Evitare che qualunque operazione costi più del reddito che produce,elaborando vari sistemi di miglioramento della redditività delle singole attività: per ottenere questo scopo, eve raccogliere i numeri relativi ai costi e ai ricavi delle diverse aree aziendali;
- Elaborare i dati raccolti e produrre le relazioni informative specifiche per ciascuna attività, costantemente aggiornate, inviandole alle diverse aree aziendali e collaborando con i loro responsabili alla definizione delle decisioni da prendere;
- Valutare l’andamento complessivo della gestione aziendale e proporre i necessari correttivi in caso di eventuali disequilibri;
- Contribuire a definire le risorse economiche a disposizione di ciascun comparto aziendale, le voci di costo, le responsabilità di riferimento, le relative procedure gestionali ed operative.
- Analizzare i dati a fine periodo (gli intervalli di tempo sono determinati in base alla tipologia di attività), effettuare le verifiche di merito con gli uffici interessati per vedere se hanno raggiunto gli obiettivi fissati, evidenziare le differenze rispetto alle previsioni, individua le cause di tali scostamenti e propone gli eventuali correttivi.
Per diventare analista di gestione, il candidato dovrà intraprendere il percorso universitario, iscrivendosi ad un corso di laurea in discipline economiche come economia e commercio o Economia e management. Conseguito il titolo di studio, l’analista di gestione dovrà inserirsi nel mondo del lavoro e, per la sua professione, sono privilegiate alcune modalità rispetto ad altre:
- Lo stage, ovvero un momento di formazione on the job importante al quale può seguire poi l’assunzione in azienda. All’inserimento nell’organizzazione aziendale seguirà poi un periodo di formazione iniziale sull’azienda stessa, finalizzato alla conoscenza del contesto di lavoro, indipendentemente dalla posizione aziendale che si va a coprire ed eventualmente frequentare corsi di supporto;
- La società di consulenza. L’attività si svolge, in maniera prevalente, presso l’impresa cliente e pertanto le trasferte sono frequenti: una parte del lavoro è individuale, vale a dire fasi di studio dei documenti, delle procedure e dei centri di responsabilità nonché da una successiva fase di confronto con i vertici aziendali per la predisposizione del sistema di controllo di gestione
Per quanto riguarda le competenze, l’analista di gestione deve conoscere la natura e le funzioni e sistema delle imprese, le strutture e i processi lavorativi relativi all’organizzazione aziendale,i metodi per effettuare le rilevazioni contabili e tecniche di rilevazione del fabbisogno finanziario, cioè dei capitali necessari per l’azienda, e di gestione dei mezzi monetari liquidi nonché le normative fiscali, civili e tributarie. Il futuro analista dovrà essere in grado, poi, di:
- Impostare il piano dei conti e le procedure amministrative in coerenza con le norme civilistiche e fiscali;
- Redigere un bilancio;
- Applicare le metodologie di contabilità analitica;
- Applicare le tecniche di formazione e analisi delle previsioni;
- Elaborare le tecniche di analisi delle differenze tra dati effettivi e previsioni;
- Elaborare rapporti periodici sull’andamento dei vari comparti aziendali;
- Gestire autonomamente il software applicativo che permette l’informatizzazione delle procedure contabili e dei modelli di controllo gestionale.
- Utilizzare i sistemi software dedicati alla raccolta, l’elaborazione, la classificazione, la redazione e la diffusione delle informazioni.
Il futuro analista di gestione dovrà, poi, distinguersi dalle altre figure sul mercato in quanto esperto di progettazione dei sistemi informativi, di statistica, di teoria delle informazioni, teoria delle probabilità, organizzazione e flussi informativi di dati.