Il Medico di base detto anche medico di famiglia o medico convenzionato per la Medicina generale è la figura professionale a cui il Servizio Sanitario Nazionale attribuisce incarichi di medicina preventiva individuale e familiare. Scelto da ogni singolo cittadino tramite le Asl, si occupa delle visite ambulatoriali e domiciliari; prescrive farmaci, esami e visite specialistiche; effettua vaccinazioni e richieste di ricovero; rilascia certificazioni di vario tipo (di malattia, per l'ammissione alle scuole dell'obbligo, per lo svolgimento delle attività sportive non agonistiche, ai fini assicurativi); chiarisce e diffonde l'importanza della prevenzione. Il medico di base non può intervenire nei casi particolari, ma indirizza a colleghi specializzati in quella specifica branca della medicina. Il primo passo per diventare medico è iscriversi al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, un corso a numero programmato cui si accede dopo il superamento del test d'ingresso riguardante quesiti di cultura generale. Questo corso ha una durata di sei anni e durante questo tempo è prevista anche una formazione pratica da svolgere presso studi medici, ospedali o policlinici. A questo punto il neo-medico potrà scegliere di frequentare un corso triennale per il conseguimento del diploma di formazione specifica in Medicina generale attivato dalle Regioni, cui si accede tramite concorso organizzato dal Ministero della Salute. La seconda scelta è quella di completare la formazione accedendo alle Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria, che rappresenta di solito un passaggio propedeutico per rifluire nell’esercizio della professione medica in un settore specifico. La terza scelta che si pone è quella di diventare ricercatore, quindi proseguire la carriera per aspirare al ruolo di docente universitario o di dedicarsi alla ricerca, sia essa di base (in istituzioni scientifiche) o applicata (CNR, ISS, ISPESL, IRCCS, industrie farmaceutiche, biotecnologiche). Terminato l'iter formativo, è necessario fare domanda d'inserimento nelle liste regionali delle Asl per accedere nelle graduatorie: quest'ultime si basano anche sulle specializzazioni ottenute e sugli anni di lavoro prestati presso altri servizi. Dopodiché il neo-medico dovrà affrontare l’esame di stato che consente di conseguire l'abilitazione all'esercizio dell'attività e iscrizione all’ordine dei medici. Tra gli sbocchi occupazionali normalmente offerti al Medico-Chirurgo c’è la possibilità di esercitare come libero professionista o come consulente. Potrà decidere di esercitare come medico convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ovvero come medico delle cure primarie (Medicina generale, pediatra di famiglia), come guardia medica, come specialista dei servizi territoriali, come medico di cooperativa di servizi convenzionata con l’ASL. In qualità di medico dipendente la scelta verte tra: dipendenze del SSN (Ministero della Salute, Assessorato regionale alla Sanità, dipendente di ASL con funzioni manageriali, medico di azienda sanitaria ospedaliera con funzioni manageriali). Il neomedico potrà invece andare alle dipendenze di altre istituzioni pubbliche nazionali e diventare medico militare, medico della Protezione Civile, far parte dei servizi di emergenza, medico presso INPS o INAIL. Ancora lavorare alle dipendenze di istituzioni private accreditate (strutture di ricovero e cura, strutture di riabilitazione per lungodegenti, hospice, strutture specialistiche ambulatoriali) o di istituzioni private for profit. La scelta di esercitare come medico di ONLUS e altre istituzioni no profit può realizzarsi nelle molte modalità realizzate da iniziative di sussidiarietà locale o da organizzazioni internazionali (ad esempio Medici senza frontiere, Emergency, Amnesty internazionale). Infine il medico potrà esercitare come consulente professionista presso assicurazioni, tribunali, studi legali o associazioni di tutela.