Il cardiologo è un medico specialista internista, ovvero specializzato nella valutazione, nella diagnosi e nella cura delle patologie che interessano il sistema cardiovascolare, ovvero le malattie del cuore e i vasi sanguigni.
Come in tutte le branche mediche, è necessario che il chirurgo per effettuare una diagnosi, faccia una notevole quantità di esami e di test che, generalmente, vengono divisi in invasivi e non invasivi a seconda di quali apparecchiature vengano utilizzate e se le stesse necessitino di un accesso venoso o arterioso. Andiamo ad analizzare i vari test e i controlli che vengono svolti e utilizzati per arrivare ad una diagnosi e quindi poter aiutare il paziente a guarire totalmente:
- Il test da sforzo che non è possibile che sia definito un vero e proprio test medico ma ,grazie alle informazioni che vengono raccolte, si rivela il primo e necessario approccio con il paziente e per il medico che potrà orientarsi sulle diagnosi possibili e richiedere i giusti esami;
- Tra gli esami non invasivi possiamo elencare:
- L’elettrocardiografia (EGC) è un esame che si è evoluto molto negli ultimi due secoli e ha lo scopo di rappresentare graficamente gli impulsi elettrici dal cuore, tenendo anche conto del fattore tempo. Oltre a questa sua forma classica, esiste anche l’Holter, l’elettrocardiografia dinamica ambulatoriale che viene utilizzato per scoprire le cause della verifica di un solo sintomo;
- L’ecocardiografia (l’ecografia del cuore) è un gruppo di tecniche composto da:
- L’ ecocardiografia basale ( ecocardiografia con mezzo di contrasto),
- L’ ecocardiografia trans esofagea, esame che viene effettuato inserendo nell’esofago del paziente una sonda dotata di trasduttore ad ultrasuoni,
- L’ecocardiografia prenatale;
- L’ecocardiografia perinatale;
- L’ecocardiografia da sforzo, ovvero l’esame che viene svolto prima e dopo uno sforzo, molto utile per comprendere la provenienza del dolore toracico evidenziato dai pazienti o può essere utilizzato anche per valutare in genere la salute dei pazienti dopo un evento di infarto per comprendere la vitalità cardiaca.
Tra gli esami invasivi, invece, possiamo elencare:
- Cateterismo cardiaco, una tecnica mista (emodinamica e angiografica) che permette al medicodi valutare il cuore e i vasi sanguigni per intervenire nelle procedure di rivascolarizzazione miocardica;
- la coronografia o angiografia coronarica è un indagine che consente di visualizzare e osservare le arterie coronariche che distribuiscono sangue al muscolo cardiaco.
Oltre a questi esami invasivi e non, è necessario ricordare anche altri esami che possono permettere al cardiologo di poter verificare le condizioni dell’apparato cardiaco, come la radiografia del torace che consiste nell’immissione di raggi x verso il torace della persona, la tac cardiaca, la scintigrafia cardiaca e la risonanza magnetica cardiaca.
A seguito dell’avanzamento della tecnologia, il cardiologo moderno è ormai quasi sempre sottospecializzato in un particolare settore disciplinare e quindi, oltre ad essere un conoscitore dei disturbi cardiaci in generale, possiede ulteriori competenze con un livello molto più specifico e riconosciamo quindi:
- Il cardiologo clinico per adulti, quella categoria medica che si occupa prevalentemente della diagnosi, della terapia medica e della prevenzione delle cardiopatie nell’individuo adulto
- Il cardiologo pediatrico, ovvero i professionisti che si occupano delle cardiopatie nei bambini
- Il cardiologo interventista, colui che possiede una preparazione particolare e si sa destreggiare in procedure diagnostiche e terapeutiche altamente sofisticate come l’angioplastica o la coronarografia.
- La diagnostica cardiologica avanzata in cui i suoi esperti si dedicano soprattutto all’interpretazione degli esami di diagnostica per immagini.
Per formarsi e diventare tale innanzitutto avrà bisogno di basi solide di chimica e scienze e proprio per questo sarebbe necessario che frequentasse un liceo scientifico anche se, in realtà, non è necessaria la provenienza obbligatoria da una determinata scuola. Una volta terminate le scuole superiori, sarà necessario iscriversi al corso di laurea in medicina e chirurgia che ha una durata di sei anni e in cui è previsto sostenere un test d’ingresso in quanto si tratta di una facoltà a numero chiuso. Conseguita la laurea, è previsto un periodo di tirocinio che si svolge direttamente in reparto e all’interno del quale si lavora sotto la supervisione di medici più esperti e, una volta completato il tirocinio,il candidato dovrà scrivere una tesi in materia cardiologica ed esporla davanti alla commissione.
Acquisita la laurea da medico generico, se il vostro sogno è ancora quello di diventare cardiologo, è necessario superare l’esame di stato e iscriversi,poi, alla specializzazione in cardiologia.
L’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione medica consiste in un tirocinio pratico e obbligatorio a carattere continuativo della durata di tre mesi da svolgere per un mese presso il reparto di medicina, presso il reparto di chirurgia e presso il reparto cardiologico nonché una prova finale. È possibile sul sito del Ministero dell’Interno trovare diversi quesiti per esercitarsi per la prova scritta finale e, solitamente, si svolgono due sessioni all’anno, una in primavera/estate e una in autunno/inverno.
Dopo aver superato l’esame di stato sarà possibile iscriversi alla scuola di specializzazione e, a differenza del corso in Medicina e Chirurgia, è possibile essere pagati: infatti, lo specializzando è un medico generico a tutti gli effetti che presta il proprio servizio in ospedale per specializzarsi in un determinato settore.