Si definisce lavoratore autonomo un soggetto che svolge un servizio o un’opera a favore di un committente dietro il pagamento di un corrispettivo e a cui spetta la totale libertà nel determinare le modalità, le tempistiche e il luogo di lavoro.
Il lavoro autonomo è disciplinato dall’articolo 2222 del Codice civile e successivi, si classifica in due modalità di operato: lavoro autonomo occasionale e lavoro autonomo regolare o continuativo. Nel primo caso, è possibile svolgere il proprio operato senza la necessità e l’obbligo di aprire una partita IVA, tuttavia è necessario rispettare alcune normative che regolano questa modalità di lavoro.
Ecco una breve guida che spiega il funzionamento del lavoro autonomo occasionale, chi sono i lavoratori autonomi occasionali senza e con partita Iva, quali sono le differenze e tutti i consigli pratici per essere in regola fiscalmente.
Il profilo del lavoratore autonomo occasionale senza partita Iva
Tutti coloro che svolgono un lavoro autonomo in modo sporadico e non professionalmente organizzato possono prestare il proprio operato in assenza di partita Iva. La normativa stabilisce che un lavoratore autonomo occasionale non è tenuto ad aprire una posizione fiscale e per questo motivo non può emettere fattura. Tuttavia, dopo ogni prestazione è tenuto a rilasciare una ricevuta di pagamento sulla quale si applica una ritenuta d’acconto.
Il lavoro occasionale può essere regolato da un contratto che definisce le modalità di lavoro, le tempistiche e la tipologia di operato. Anche in questo caso è necessario che il lavoratore autonomo rispetti determinate regole:
- Il lavoro occasionale ha un limite di durata pari a 30 giorni nel corso di un anno e non deve essere svolto in modo continuativo/regolare.
- Il reddito annuale proveniente dal lavoro occasionale non può superare i 5.000 euro.
Differenze tra prestazione occasionale e lavoro autonomo occasionale
Capita spesso di fare confusione con i concetti di lavoro autonomo occasionale e prestazione occasionale, due modalità fiscalmente diverse.
La prestazione occasionale è un’attività comparabile al lavoro accessorio, resa tramite uno specifico contratto o il libretto di famiglia.
Il lavoro autonomo occasionale, invece, non rappresenta una professione organizzata, quindi non è caratterizzata da elementi come collaboratori, dipendenti, uffici o sito internet relativo all’attività esercitata.
Lavoratore autonomo occasionale: quando e come è tutelato
I lavoratori autonomi occasionali non hanno diritto ad indennizzi relativi a maternità, assegno familiare o congedo parentale, malattia, disoccupazione, infortuni o malattie professionali.
I possessori di Naspi o Dis-Coll possono effettuare un lavoro occasionale senza perdere l’indennizzo di disoccupazione, tuttavia è importante non percepire compensi superiori ai 4.800 euro annui.
Lavoro autonomo occasionale senza p.Iva: contributi e tassazione
Il lavoratore autonomo occasionale con compensi annuali inferiori a 5.000 euro non è obbligato al versamento dei contributi INPS. In caso contrario, è necessario effettuare l’iscrizione presso la gestione separata INPS e concorrere in misura proporzionale al pagamento dei contributi previdenziali.
Come riportato dall’articolo 67, lettera l del TUIR, un’attività di lavoro autonomo occasionale rientra nella categoria dei redditi diversi.
Il reddito imponibile del lavoratore occasionale si ottiene con la differenza tra il totale dei compensi conseguiti in un determinato periodo d’imposta e le spese inerenti la produzione dell’operato.
I lavoratori autonomi occasionali usufruiscono di una detrazione d’imposta non cumulabile con altre detrazioni per i contributi previdenziali obbligatori, fino ad un limite di 4.800 euro.
Tutti i redditi derivati dal lavoro occasionale devono essere dichiarati tramite il modello 730 o tramite il modello Redditi. Solo nel caso in cui i compensi non siano superiori a 4.800 euro annui il lavoratore autonomo occasionale può evitare la dichiarazione dei redditi.
Ricevuta lavoro occasionale
Quando un lavoratore autonomo senza partita Iva percepisce il corrispettivo deve emettere una ricevuta o ritenuta d’acconto, che attesti l’avvenuto pagamento da parte del cliente. In caso d'importo superiore a 77,47 euro si applica anche una marca da bollo di importo pari a 2.00 euro.
Sulla ricevuta per il lavoro autonomo occasionale bisogna indicare l’importo lordo della prestazione, la ritenuta a titolo d’acconto del 20% e l’importo netto.
Il committente agisce come sostituto d’imposta e versa per conto del lavoratore autonomo la ritenuta, con l’obbligo di certificare compensi e ritenute tramite la Certificazione Unica da emettere l’anno fiscale successivo.
Lavoro autonomo occasionale: obbligo di comunicazione preventiva
Il DL 146/2021 dispone l’obbligo di comunicare preventivamente l’inizio dell’attività dei soggetti inquadrati come lavoratori autonomi occasionali all’Ispettorato Nazionale del Lavoro. La comunicazione preventiva è a carico dei committenti ed è finalizzata a contrastare l’utilizzo del lavoro occasionale come forma contrattuale realizzata per mascherare una posizione lavorativa di tipo subordinato.
La comunicazione può essere effettuata mediante diversi canali:
- Tramite il portale governativo servizi.lavoro.gov.it;
- Inviando l’apposito modello di comunicazione tramite posta elettronica certificata;
- Via SMS seguendo le linee guida disponibili sul portale online;
- Tramite app.
Solo in presenza di un malfunzionamento dei sistemi informatici è possibile inviare la comunicazione via fax.
La mancata comunicazione preventiva da parte del committente prevede una sanzione amministrativa di importo minimo pari a 500 euro fino ad un importo massimo di 2.500 euro.
Nuova applicazione Servizi Lavoro per lavoratori autonomi occasionali
La comunicazione sui lavoratori autonomi occasionali può essere svolta tramite la nuova applicazione di Servizi Lavoro, attiva dal 28 marzo 2022 scorso.
Il nuovo portale Servizi Lavoro è accessibile tramite credenziali CIE o SPID. Per poter essere considerata valida, la comunicazione preventiva sul lavoratore autonomo occasionale deve contenere le seguenti informazioni:
- Dati identificativi del committente e del prestatore;
- Luogo dove avverrà la prestazione;
- Descrizione dell’attività;
- Data di inizio della prestazione e arco di tempo entro il quale terminerà (dai 7 ai 30 giorni max);
- Valore del compenso se stabilito al momento dell’incarico.
Se il rapporto non si conclude nel periodo di tempo indicato nella comunicazione, il committente ha l’obbligo di procedere con una nuova comunicazione.
Se vuoi avere maggiori informazioni su come impostare una prestazione occasionale puoi sempre cercare un consulente commerciale tra i nostri professionisti.